giovedì 15 aprile 2010
La volpe nel pollaio
Molti dei pochi italiani che ancora vanno a votare scelgono
in buona fede Lega Nord credendo di difendersi dai barbari invasori e non si rendono neppure conto di votare per i barbari che già hanno in casa.
martedì 13 aprile 2010
il rompiballe
Quanto piacerebbe ai nostri guerrieri da talk show, tutti azzimati nelle loro auto blu, grisaglie e cravatte ben annodate, levarsi per sempre dai piedi quel rompiballe di Gino Stradacon i suoi ospedali dove si curano tutti quelli che si presentano, nella folle, demenziale, grottesca, ignobile convinzione che un ospedale serva più di un missile tirato sulla testa per conquistare il cuore e la mente della popolazione. Soprattutto che il governo “democratico” del Paese nel quale si ricuciono pance e teste non sembra più mica tanto democratico e legittimo neppure alla nazione che fino a ieri l’ha puntellato e che lo aveva di fatto insediato.
lunedì 12 aprile 2010
Equita`, sportivita`, prosperita`...ovvero il calcio come parabola e l'economia
Tranquilli, non intendo parlare di calcio, di Roma e Inter, di moggiopoli, gallianopoli o morattopoli o di 4-4-2, ma usare il calcio come apologo (parabola, direbbe Lui, non nel senso dell’antenna). Per la prima volta da anni, ci sono tre squadre in quattro punti a cinque giornate dalla fine, lo sappiamo. L’effetto è ovvio. L’Olimpico di Roma era stracolmo per una partita contro l’umile Atalanta che in altri tempi avrebbe avuto interesse soltanto per le anime morte del tifo a ogni costo. Se questa incertezza dovesse durare fino alla fine, vedremo stadi pieni per incontri altrimenti irrilevanti di fine stagione, come negli anni scorsi, e sicuramente stanno aumentando e aumenteranno gli utenti delle “pay per marchetta” televisive. Morale: basta un poco di equilibrio e un nuovo senso di incertezza sui risultati per stuzzicare l’interesse e aumentare la redditività complessiva del prodotto calcio, che era alla canna del gas, giocato in stadi deserti. Pensate a che accadrebbe se ci fossero oggi cinque o sei squadre compresse in pochi punti e con la possibilità di vincere il triangolino “cache sex” tricolore. L’equità, e la migliore distribuzione della torta fra i partecipanti al gioco, sia esso uno stupidissimo biliardo con i piedi, o sia esso il gioco della vita nazionale, è meglio per tutti, per i grossi e per i meno grossi, per i “grandi” come per i “piccoli”, che beneficiano dell’interesse indiretto. Permettere invece, come ha fatto lo stolto e corrotto mondo del pallone, che la ricchezza fluisca sempre e soltanto verso l’alto, o, come stanno facendo le cosiddette società liberali, dove il fossato fra chi ha e chi non ha si allarga ogni giorno nella illusione che il “mercato” si autoregoli – cosa che non accade mai, se non nelle teorie o dopo colossali trasfusioni di soldi pubblici, dunque dei contributi versati da chi meno ha – sarebbe più utile e profittevole per tutti. L’equità sociale, con governi che intervengano a limitare l’effetto giungla, dove a chi più ha più sarà dato e a chi meno ha più sarà tolto come sta accadendo in Italia, non è soltanto questione di giustizia, ma di utilità e di interesse, i soli veri motivatori efficaci dei comportamenti umani. La teoria reaganiana della ricchezza che sgocciola naturalmente dall’alto verso il basso quando deborda dalla tazza, non funziona. Chi ha, se li tiene. Chi non ha, non può permettersi di giocare quella partita del consumo che è ciò che rende ricchi i ricchi. Come ben sapeva Henry Ford, un’economia industriale di massa non funziona se l’operaio che fabbrica un’auto non guadagna abbastanza per comperarsela. E’ la sensazione che tutti possano concorrere alla vittoria che sorregge il mito del calcio e della democrazia.
giovedì 8 aprile 2010
Presidente sopra la collina, ovvero...bisognava votare prima, protestare adesso non serve
Attesa e scontata agitazione dei soliti noti che rimproverano al presidente Napolitano di firmare le leggi che a loro non piacciono (e pure a me, come questa monnezza dell’impedimento, la prima di una lunga discarica tossica che ci attende sotto il nome di “riforme” fanno orrore, vivendo negli Stati Uniti dove puntualmente la Corte Suprema ricorda al presidente che nessuno gode di nessuna immunità, neppure temporanea). Forse potrebbe essere utile ricordare che questo Parlamento che vomita simili sconcezze è stato eletto, e in Italia la sovranità, anche quando si tratta di un semplice consesso di eunuchi a disposizione del califfo che agitano i flabelli quando lui suda), è sovrano. Il presidente non è un arbitro che possa annullare i gol o espellere i giocatori più ripugnanti e forse prima di accusarlo di non difendere la Costituzione si potrebbe provare a leggerla e a vedere quali sono le sua prerogative. Provate a prendervela con coloro che non hanno dato forza all’opposizione, preferendo sparpagliarsi come le farfalle tra un fiore e l’altro, se proprio volete arrabbiarvi e a ricordare che Napolitano rappresenta anche quella maggioranza di italiani che hanno votato Bossi, il figlio asino ripetente ed eletto, Berlusconi, Cota (vero Grillo?) e, con licenza parlando, Cicchitto. Comunque, un po’ di pazienza. Ancora qualche anno è presidente sarà SB, con tutti quei bei poteri che Napolitano non ha, così saranno contenti quelli che immaginano il Quirinale oggi come il Palazzo Reale.
martedì 6 aprile 2010
Biglietto lasciato prima di non andare via
Se non dovessi tornare
sappiate che non sono mai partito
il mio viaggiare
è stato tutto un restare
qua, dove non fui mai
Giorgio Caproni
sappiate che non sono mai partito
il mio viaggiare
è stato tutto un restare
qua, dove non fui mai
Giorgio Caproni
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giovedì 1 aprile 2010
Sedurre: condurre altrove. Il viaggio come seduzione
"Nessun apprendimento evita il viaggio. Sotto la direzione di una guida l'educazione spinge all'esterno. Parti: esci. esci dal ventre della madre, dalla culla, dall'ombra che scende dalla casa del padre e dai paesaggi giovanili. Al vento, alla pioggia: fuori mancano i ripari. Le tue idee iniziali ripetono solo parole antiche. Giovane: vecchio pappagallo. Il viaggio dei fanciulli, ecco il senso essenziale della parola greca pedagogia. Apprendere dà inizio all'erranza. Esplodere in brandelli per avviarsi su un cammino dall'esito incerto richiede un eroismo di cui soprattutto l'infanzia è capace: una infanzia che, per lo più, bisogna sedurre per poter insegnare. Sedurre: condurre altrove. Sviare dalla direzione chiamata naturale. Per l''altrove. Queste sono le tre prime estraneità, le tre variazioni dell'alterità, tre primi modi di esporsi. Perché non c'è apprendimento senza esposizione, spesso pericolosa all'altro. Non saprò mai più chi sono, dove sono, donde vengo, dove vado, per dove passare. Mi espongo all'altro, all'estraneità." Michel Serres, Il mantello di arlecchino
venerdì 26 marzo 2010
Predicare ai convertiti , lo spettacolo vero e` nel week end. ANDATE A VOTARE
Predicare ai convertiti » Tempo Reale - Blog - Repubblica.it
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