venerdì 26 marzo 2010

Il sacco vuoto di Babbo Natale - andate a votare, andate a votare

Santa Claus

Mancano meno di 48 ore alle elezioni che potrebbero portare la Lega a controllare tutto il Nord, grazie alla sconfitta di “Attila” Bresso in Piemonte come l’hanno definita quei mattacchioni con cinque stelle come i generalissimi americani nella Seconda Guerra (ore pure loro si sono un po’ vergognati e le limitano a quattro massimo) e ancora non abbiamo avuto qualche sensazionale promessa da parte di Papi Natale, per esempio un paio di scarpe nuove a tutti, un etto e mezzo di caffè macinato a famiglia, un panettone a Pasqua, un materasso a molle matrimoniale senza rate fino al 2011, un ponte sull’Atlantico, una presenza di Sgarbi a tutti i programmi televisivi di tutti i canali a tutte le ore? A parte curare il cancro entro il 2013, una piccolezza che anche un bambino potrebbe promettere, nessuna offerta speciale dal gestore del Supermarket dell’Amore, ’sto tirchio. Ha il sacco vuoto? Ma c’è ancora tempo, non disperate, voi che ci credete.


Il sacco vuoto di Babbo Natale » Tempo Reale - Blog - Repubblica.it

La Nuova Normalita`- andate a votare, andate a votare

rascel

Ma vi sembra normale che un programma di normale critica al governo in carica debba ricorrere a mezzi straordinari per essere diffuso? Che un giornalista che ha sempre avuto il pudore di invitare nei suoi studi anche i portatori d’acqua e gli avvocati del governo, magari fazioso e rumoroso come lo sono coloro che da mesi sparano liberamente cannonate incendiarie contro la presidenza Obama da reti televisive e radiofoniche americane (quelle che Bruno Vespa non conosce quando sostiene che nel mondo non si vedono trasmissioni come Annozero), sia oggetto di cortei e insulti grondanti di odio e di violenza verbale organizzati dal partito di governo nei quali si chiede la sua testa? Ma vi pare normale che a pochi giorni dalle elezioni politiche, ripeto, politiche, cruciali, il capo di uno dei partiti parli e straparli da reti televisive pagate anche con i soldi di quel 50% della popolazione che non lo vuole, impippandosene di ogni regola e norma imposte invece agli avversari dagli eunuchi da lui piazziati a difesa del proprio harem? Ma vi pare normale quest’aria da Radio Londra e da trasmissioni clandestine alle quali devono ricorrrere coloro che abbiano critiche da fare al governo e al suo padrone alla vigilia di elezioni, cioè del momento più alto della espressione democratica? Se vi sembra normale, significa che l’anormalità ha vinto e i matti (mi perdoni il dottor Basaglia) hanno ormai preso in mano la gestione del manicomio.


La nuova normalità » Tempo Reale - Blog - Repubblica.it

domenica 21 marzo 2010

Il Buon Pastore. Andate a votare, andate a votare

Il Buon Pastore 01
Lo spettacolino del giuramento di fedeltà nelle mani di Berlusconi, recitato in coro dalle 13 pecore aspiranti governatori come i fedeli leggono il Credo durante la Messa (quello che pochi sanno bene a memoria, borbottano e devono leggere dal messalino) è stata una delle esibizioni più umlianti per un popolo che abbia mai visto nella mia lunga vita di giornalista, Urss, Cina, Cuba, Iraq compresi. E’ Fascismo da avanspettacolo, Piazza Rossa da operetta, Vangelo da Studio Televisivo e persino il Minzculpop l’ha fatta corta, perchè si può essere servi senza essere sciocchi e qualcuno deve aver capito quanto fosse ridicolmente grottesca quella pala d’altare. Riguardatevi quella scenetta del giuramento dei Predellisti e delle Predelliste in coro ovino dietro al loro amoroso pastorello, quando andrà sui siti e su youtube, scaricatela, archiviatela, registratela su Dvd incancellabili, nascondendetela, perchè i vostri figli piccolini e i nipoti, in futuro, non crederanno che l’Italia potesse essere arrivata, anzi, tornata – liberamente e volontariamente – a questo punto di obbrobrio decerebrato.


Il Buon Pastore » Tempo Reale - Blog - Repubblica.it

venerdì 5 marzo 2010

Quer pasticciaccio brutto

Neppure la notizia del (previstissimo e inevitabile) pateracchione sfornato dagli azzeccagarburgli al servizio del Pdl, ma a spese nostre, con l’ennesima leggina porcellina, è riuscita a rovinarmi la giornata di ieri. Anzi, la autoriammissione delle formighine e dei polveroni alle regionali è una ottima notizia, perchè ancora una volta mette i cittadini italiani di fronte alle loro responsabilità civiche individuali. Se non vi piacciono Berlusconi, i suoi compari e le sue commari, votate per un partito, per una lista o per una coalizione che possano sconfiggerli, senza sperare che qualche magistrato specialmente zelante o qualche galoppino del Pdl particolarmente fesso o disonesto vi tolga le schede dal fuoco. Nessuno può o deve scegliere per noi e la democrazia elettorale non è una gara olimpica alla quale basta partecipare. Si gioca per vincere e non ci sono medaglie d’argento, buoni piazzamenti o vittorie morali, perchè il secondo arrivato è soltanto il primo degli sconfitti. Tutto qui. Aii capponi dell’antiberlusconismo intenti a beccarsi fra di loro ancora sfugge che in Italia non esiste più il sistema proporzionale da tempo e prendere il 6% dei voti equivale a prenderne lo 0%, così come astenersi o scrivere baggianate sulla scheda equivale a un voto per la maggioranza vincente. Se neppure la dimostrazione di straziante inettitudine offerta dalle falangi romane del Pdl e dai suoi smarriti federali e podestà serviranno a farlo perdere, non prendetevela con Giorgio Napolitano o con lo Chef Pasticciere Ghedini, ma con voi stessi.



Repubblica.it - Blog - Tempo Reale » Blog Archive » Quer pasticciaccio brutto

La legge degli altri

GENOVA PEGLI LEGA NORD
In questa triste comica di formighini e di polveroni e di dolorose quanto inutili scalate del Calvario Quirinale da parte del questuante di Arcore per chiedere l’indulgenza del bolshevico Napolitano (tranquilli picciotelli, potrete votare o non votare per tutti e due a fine mese, perchè l’inghippo sarà comunque trovato, that’s Italia), la figura più miserabile la sta facendo la Lega, anche se i crociati della busecca si tengono piuttosto schischi, perchè capiscono la gelatina nella quale sono stati messi dai loro fedeli alleati. Con quale faccia di tolla infatti si può sventolare davanti al gregge la formula della “certezza della pena” se non si riconosce prima “la certezza della legge”, dei timbrini e delle scartoffie, dura lex sed lex? Certezza della pena senza certezza della legge è una battuta, non un programma. Per questi crociati di cartapesta, la legge deve essere implacabile e minuziosamente applicata soltanto se riguarda gli altri.


Repubblica.it - Blog - Tempo Reale » Blog Archive » La legge degli altri

giovedì 4 marzo 2010

Le palle del governatore

new-york-yankees-robinson-cano
Nelle prossime ore, il governatore (qui sono e si chiamano davvero così, non come i presidenti delle Regioni in Italia che si fregiano di questo titolo abusivamente) dello stato di New York, David Paterson, sarà probabilmente costretto alle dimissioni e all’abbandono della politica per uno scandalo spaventoso investigato dalla Commissione per la Pubblica Integrità, yes, in questo Paese di matti chiamato US of America esiste anche questa assurda pretesa della “pubblica integrità”, gesummaria. La tremenda colpa, a parte quella di essere uno scadente governatore, che ha scatenato la frana politica è di essersi fatto regalare da amici aumm’ aumm’ due preziosi biglietti per assistere alle finali del campionato di baseball, la World Series, alle quali partecipavano i suoi amati New York Yankees, e poi di avere impapocchiato una bugia sotto giuramento sostenendo di averli pagati. Una abitudine che il sindaco di NY, lo “sceriffo” Rudi Giuliani anche lui gran tifoso, praticava con entusiasmo e impunemente. Il prezzo dei biglietti, 980 dollari in totale, 700 Euro circa, superava il limite massimo del valore che un governatore (o presidente) può accettare come regalo. In Italia, se li sarebbe semplicemente comperati, non i biglietti, intendo proprio gli Yankees. Poi date un’occhiata alle tribune a scrocco, dette anche tribune Vip, degli stadi italiani ogni domenica rigurgitanti di politicanti, ministri ed eccellenze, e fatemi sapere se ho torto nel sostenere che mi sembra a volte di vivere non in un’altra nazione, ma in un altro pianeta.



Repubblica.it - Blog - Tempo Reale

allarmi siam paninari

National_Fascist_Party_logo
“A elezioni passate dovrò occuparmi del partito” annuncia ai suoi fedeli riuniti a cenacolo a Palazzo D’Addario Silvio Berlusconi stizzito per la figura da peracottari fatta scivolando dal Predellino al Panino, che ora toccherà a lui sistemare scendendo sulla piazza televisiva per rimettere ordine nel gregge delle pecorelle smarrite, altro che le mutande della par condicio, vedrete se mi sbaglio. Questa di “occuparsi del partito” che non lo soddisfaceva mai perchè guidato da incompetenti, cospiratori, lazzaroni, birbantelli o semplicemente coglioni, espressione molto cara al duce, era una delle costanti preoccupazioni di Benito Mussolini, come sappiamo dai diari dei gerarchi e dai ricordi dei sopravvissuti. In vent’anni, tra il 1921 e il 1943, il romagnolo del fare provò e cambiò sedici persone diverse alla guida del partito, da Luigi Bianchi a Carlo Scorza passando pure per un paio di direzioni collegiali, in media uno ogni 16 mesi, senza mai riuscire a risolvere il vero problema. Che era lui, non il partito.


Repubblica.it - Blog - Tempo Reale