mercoledì 24 febbraio 2010

Apra bene

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La signora Nicole Minetti, ex danceuse televisiva, ragazza immagine Publitalia e oggi igienista dentale, eccellente curriculum per aspirare ad amministrare la cosa pubblica qui ritratta e raccontata con gaudio dai quotidiani della perfida Albione, fu scoperta da Silvio Berlusconi mentre gli sistemavano nell’ospedale del suo amico Verzè i dentini sparigliati dallo squilibrato del souvenir in piazza del Duomo. L’ha scelta e l’ha messa in lista per le Regionali nella Capitale Morale. Il vecchio lupo perde i denti, ma non il vizio. E non dimenticate il filo dentale. Dove, dipende dai gusti.


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martedì 23 febbraio 2010

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Senza pretendere di fare un totale esatto (non merita lo sforzo) a occhio e croce hanno votato per i baccalà di Sanremo condotti dalla balia nazionale qui travestita da cernia, un milione e mezzo di italiani. A 75 centesimi per voto, che sarebbero 1.500 lire del “vecchio conio”, secondo la formula cara al noto piazzista di caffè paradisiaci, fa un milione di Euro. Hep! Ora, è chiaro che questi televoti sono più fasulli della vittoria del senatore del Pdl eletto dalle ‘ndrine e che il 90% dei voti sono puri investimenti delle mafiette dello spettacolo attraverso i loro zombie da sms, ma qualche pirla che ha pagato davvero i 75 centesimi di tasca propria per votare la Filiberta (chi è di Milano forse capirà) di Savoia, quello che parla di “par CONDITION”, o il tremulo somarino sardo, magari più volte, ci deve essere stato. Il solo pensiero della signora Cesira o del signor Agenore che nel loro bilocale illuminato dalla luce livida del televisore, dopo avere fatto la spesa alla mattina cercando disperatamente di risparmiare sulle melanzane e sul pecorino, diteggiano un sms sul telefonino per buttare 75 centesimi mi rende profondamente pessimista sul Futuro della Amata Patria. Si prega di non rispondere “io non guardo Sanremo dal 1861 quando Nilla Pizzi diventò maggiorenne”. Sanremo è come Berlusconi. Pochissimi ammettono di votarlo, però vince. I numeri, cari i miei snob, hanno sempre ragione, in guerra e in pace. Ricordarsene quando si andrà a votare a fine marzo. “Dio sta dalla parte dei reggimenti che hanno più cannoni”, diceva il Brunetta della Corsica.


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Il TG1 colpisce ancora

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Fantastico show del Minzculpop, che nel servizio di apertura della edizione principale, ore 20:30, riesce a impapocchiare il servizio sull’ultima puntata della nuova Mani Luride senza mai dire a quale partito appartenga il senatore Nicola DiGerolamo, eletto all’estero, secondo il Giudice per le Indagini Preliminari con i voti della ‘ndrangheta, neanche un normale broglietto ordinario. Ricchi premi e cotilloni a chi indovinerà il partito (aiutino: è quello del “fare”). Non bastavano gli editoriali ad personam con rinforzo al cavallo. Ora abbiamo anche il burqa sulle notizie sgradite al Padrone e alla sua gang. Restate sintonizzati, perchè ancora non abbiamo visto niente.



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lunedì 22 febbraio 2010

McRemo

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Chi è il più importante “chef” del mondo, Ferran Adria che nel suo ristorante “El Bulli” inventa manicaretti che un gruppetto di facoltosi creduloni volano in Spagna e prenotano con sei mesi di anticipo per assaggiare, come fosse un’udienza dal Papa? O Daniel Coudreaut, responsabile del menu da McDonald’s, che decide che cosa servire a milioni di persone ogni giorno, da Mosca a Tokyo? Attenzione: non ho chiesto chi sia il “più migliore”, chi sia il più bravo, raffinato o ammirevole. Ho chiesto chi sia il più importante, il più influente. Possiamo fare gli schizzinosi (io ho visto l’ora finale, con i Carabineri che eseguono l’inno nazionale di Guerre Stellari e con la vittoria di una melensa canzoncina scelta soltanto per evitare l’onta di dare il premio al pupo di Savoia) davanti alla desolazione e allo squallore che da quel palcoscenico, e dalla platea di tromboni di Stato, emana, ma poi ha purtroppo ragione Paolo Garimberti, il Presidente Inesistente come avrebbe scritto Calvino, quando dice che “l’Italia è quella che guarda il Festival”. Lo è. Si vendono più hamburger che tartufi e chi controlla il sapore dell’hamburger controlla i gusti del mondo. E prende il potere. Dire “io non mangio quelle schifezze”, “io non guardo quegli orrori” non cambia nulla, come nulla cambia votare per il partitino della Verità Vera o crogiolarsi dentro un blog di buongustai indignati fra di loro perchè altri mangiano polpette di frattaglie fritte. Fino a quando i consumatori di polpette non capiranno che quelle polpette sono avvelenate, e non si proporrà un’alternativa più sana, più gustosa ed economica, vinceranno sempre le polpette. Berlusconi e la Lega sono i “Big Mac” della politica, fast food per il cervello.


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Roma Lardona

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Non siamo ancora alla cattedrale barocca di ministeri, di vice e di sottopanza che Romano Prodi dovette costruire per tenere temporaneamente assieme la sua – con licenza parlando – coalizione di gatti selvatici, ma pianino pianino, adagino adaginio, passin passino anche il Grande Falciatore Brianzolo della burocrazia e i suoi ingordi compari nella Roma Lardona (non più Ladrona) dove da anni banchettano allegramente come i peggiori democristiani di altri tempi, i Leghisti, hanno portato a 65, diconsi sessantacinque, i commensali alle greppia dei ministeri e sottosegretariati, con apposita leggina passata di recente in Senato, senza che i Braveheart del Naviglio facessero un “plissè”. Anzi. Dopo il ministero di Pippi Calzelunghe, la sciura Brambilla in Vacanza, quello del Turismo che costa inutili soldi, ma regala buoni pasto nelle varie Pensioni Mariuccia, il mio preferito è quello affidato all’odontotennico (in Padano classico la “cn” si fonde) Calederolo: il Ministero per la Semplificazione Normativa. E’ fantastico. Si fa un nuovo ministero romano – ripeto, romano – per semplificare le cose. Come se il medico, per farti dimagrire, ti ordinasse un secchio di bucatini all’amatriciana in più al giorno. Ma ai fedeli ed entusiasti pinguini del Nord che corrono saltellanti e vogliosi alle urne elettorali come i pennuti dell’Antartide quando vanno in fregola, va bene così. Passa qui l’arrosto, Umberto, e la trota salmonata. Il Ministero per la Semplificazione Normativa, ma vi rendete conto? Neppure Kafka. Forse Gogol.


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mercoledì 17 febbraio 2010

I buoi della sciurètta

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E se i poliziotti e i “ghisa”, il sciur Maroni e la sciuretta Moratti li avessero mandati “prima” della guerriglia fra immigrati in via Padova a Milano, e non dopo “il tragico fatto di sangue”, a buoi ormai scappati, non sarebbe stato meglio per tutti, milanesi, italiani, egiziani, intillimani, africani, rumeni etc etc? O il Comune di Milano, che la Destra governa da tre lustri tromboneggiando e speculando sul degrado e sulla insicurezza che non ha mai fatto un’ostrega per migliorare, ha scoperto soltanto ieri che in quella via c’erano un po’ di problemini, tra i quali alloggi affittati con grande profitto da buoni patrioti milanesi che fanno la grana sfruttando i “muertos de hambre” che si accalcano nei loro “slum” a mucchi e a pigioni da tagliagole? Non ci sono soluzioni magiche ai problemi della convivenza, dell’integrazione legittima e della sicurezza, certamente non i rastrellamenti proposti dagli aspiranti Gauleiter della Lega, che comunque non li faranno mai per non disturbare il reddito delle Immobiliari Brambilla che affittano gli “slum”. Ci vogliono più uomini e donne in divisa lungo le strade a rischio, di notte e di giorno, prima e non dopo il “fattaccio”, agenti veri, non clown con l’artrite e troppo tempo libero, con il gilerino delle ronde e il telefonino. Già, ma per avere più ghisa e poliziotti si dovrebbero pagare più tasse, magari le imposte sulla proprietà immobiliare, che quella non si può trasportare e nascondere in Svizzera, come fanno quei pirla degli americani, che si finanziano le forze di pubblica sicurezza metropolitane con – Orrore! Oh Signùr Oh Signùr! – l’ ICI. A Washington, capitale degli Stati Socialcomunisti d’America, pago lo 0,90% all’anno di ICI sul valore di mercato della mia casa, 900 dollarozzi ogni 100 mila di valore accertato e aggiornato annualmente dall’implacabile catasto. A Roma, su una casa che vale anche di più, ‘na cippa. Nada, zero, nichts.


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Polvere di stalle

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Ecco qua, grazie al “polverone”dell’ultimo scandalo, come lo chiama il fido Paolo “Kammamuri” Bonaiuti per i compiacenti microfoni del Minzculpop Rai, un’ evidente porcata come la privatizzazione dei terremoti, delle frane e delle (normali) emergenze non è passata e persino Gianni Letta ha scoperto, meglio tardi che mai, che era “inutile”. Come tento di raccontare ai miei studenti ammeregani e ai lettori del mio ultimo libercolo, cose normali come il blocco di una schifezza sulla Protezione Civile trasformata in società a fine di lucro per gli amici della parrocchietta e per i frequentatori delle massaggiatrici brasiliane, deve avvenire attraverso uno scandalo, perchè il Parlamento italiano è ostaggio di una maggioranza castrata e allineata che può soltanto dare voti di fiducia o mormorare. Nella sclerotica democrazia italiana, ora resa una satrapia personale dall’ “Uomo del Fare” (gli affaracci suoi) le tre “s”, scandali, soldi, sesso, sono l’unico motore in grado di spostare, ogni tanto, qualche sassolino. Provocare effetti che nè il Presidente della Repubblica, che è espressione e garante anche di chi magari personalmente gli fa orrore e non è Bersani, DiPietro o Grillo, nè la minoranza, che può berciare in tv e sulle piazze quanto vuole ma poi soccombe inesorabilmente al momento del voto parlamentare perchè gli elettori non le hanno dato più voti, possono produrre.

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